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14 November, 2006 - 12:17, last modified: 14 November, 2006 - 12:17 By: Fabrizia Agosta
Premessa L’assistenza diretta alle piccole aziende contadine di West Nubaria tramite conversione del debito ha toccato oltre 25.000 ettari e 15.000 famiglie, portandoli in una prima fase da una economia di sostentamento basata su culture estensive sovvenzionate (cereali, foraggio …) ad una economia di mercato basata su culture più redditizie e non sovvenzionate (orto-frutta). La naturale evoluzione di questa attività di cooperazione dell’Italia scaturisce in una seconda fase, con il Corridoio Verde, grazie alla quale si sta dando accesso al mercato dell’esportazione ad un numero sempre crescente di piccole e medie aziende, ciò che è provato dai risultati che si stanno ottenendo con il Progetto Pilota sul Corridoio Verde. Profilo del progetto Questo progetto pilota, anch’esso finanziato con fondi della conversione del debito, è stato studiato per rappresentare un modello di pianificazione di filiera atto ad accrescere sensibilmente il volume degli scambi di prodotti ortofrutticoli tra Egitto ed Italia e per applicarlo al caso reale, con l’obbiettivo di identificare problemi ed opportunità di percorso e fornire soluzioni per gestire entrambe con vantaggi concreti e misurabili per gli operatori italiani ed egiziani. A dieci mesi dal suo inizio, il Progetto Pilota sul Corridoio Verde ha saputo catalizzare, sia in Italia sia in Egitto, una crescente serie d’iniziative commerciali e di partenariato produttivo, avvicinando l’Italia al baricentro europeo delle imprese agricole, agro-industriali e commerciali operanti nel settore agro-alimentare egiziano e, nello stesso tempo, facilitando alle zone della riforma agraria socialmente più vulnerabili e decentrate, l’accesso all’esportazione e con esso la modernizzazione del settore e la creazione di nuovi posti di lavoro. Il coinvolgimento delle piccole aziende nell’esportazione verso l’Italia di prodotti agricoli consente inoltre una pianificazione flessibile atta a realizzare misure non concorrenziali con le produzioni italiane, assicurando inoltre una maggiore affidabilità dei produttori e commercianti italiani, che investono in Egitto, nei confronti della grande distribuzione europea. I principali problemi incontrati sono di due ordini: • Istituzionali: limitato senso di ownership istituzionale, scarsa interazione tra gli stakeholders governativi • Di filiera: scarsa propensione dei soggetti privati ad operare come sistema e non come singoli componenti di filiera Questi problemi causano una limitata capacità dei soggetti pubblici e privati di cogliere le straordinarie opportunità che il concetto di Corridoio Verde offre agli operatori egiziani ed italiani del settore. Il Progetto Pilota, data la piccola dimensione, è in grado di superare tutti i principali problemi e di indicarne la soluzione per prevenirli quando si opererà su grande scala. L’interesse di questo modello di sviluppo sta nel fatto che il coinvolgimento, tramite sinergia, del settore privato esterno al Programma comprende, non solo i piccoli produttori quali beneficiari diretti, ma anche il resto della filiera produttiva e commerciale da cui consegue la mobilitazione di grossi volumi di investimento nei settori della logistica, dei trasporti, dei servizi alla distribuzione, compresi i controlli fitosanitari. L’esperienza del Progetto Pilota indica che il settore privato può investire cifre superiori alle 10 volte quelle messe a disposizione dal settore pubblico. D’altra parte il Programma di conversione del debito, in sé è capace di attrarre investimenti pubblici integrativi nei settori che sostiene. login to post comments | printer friendly version |
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